GIROVAGANDO

Castello di Gropparello, primo parco emotivo d’Italia

giugno 2019

Una bella giornata in compagnia ha dato il via alle nostre ferie finalmente!!!
In giro per la nostra bellissima Emilia,siamo arrivati al Castello di Gropparello nel piacentino.WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.59.17 (1)WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.59.17 Una giornata decisamente afosa che per fortuna ci ha dato un po’ di tregua rispetto ai giorni scorsi in cui l’aria era rovente.
Una location suggestiva che si è mantenuta nel tempo, una rocca medioevale che sorge in cima ad uno sperone roccioso,che lascia tutti a bocca aperta per la sua bellezza.WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.59.19 (2)WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.57.51Siamo partiti con la visita al castello e come guida avevamo Davide, molto esperto e molto bravo nelle sue spiegazioni.Ci ha raccontato storie ed aneddoti curiosi,incantando perfino i bambini che lo hanno ascoltato immobili!!WhatsApp Image 2019-06-30 at 22.01.11 (1)WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.57.50 (1)WhatsApp Image 2019-06-30 at 21.57.50
Dopo una piccola pausa, abbiamo proseguito nel bosco incantato dove un cavaliere ,un boscaiolo,un folletto,una strega,un mago,una fata,un orco e tanti altri personaggi bravissimi,ci hanno raccontato una storia itinerante che si arricchiva sempre di più inoltrandosi in questo sentiero sotto agli alberi.WhatsApp Image 2019-06-30 at 22.01.11 (2)
Arrivato il momento del pranzo, si può approfittare del ristorante all’interno della tenuta o prendere panini al bar,sia per il ristorante che per il bar accettano solo le prenotazioni,quindi prima di iniziare la visita e le attività vi consigliamo di passare di li. Una terza opzione potrebbe essere il pranzo al sacco portato da casa, che si può consumare al prezzo di 1 euro,nella loro zona pic- nic dietro al ristorante…tra l’altro provvista di un panorama invidiabile sulla vallata!
Alle ore 15 ci siamo  ritrovati per l’ultima attività della giornata: ci aspettava la grande battaglia finale contro l’orco e la strega,guidata dal nostro amico cavaliere Rodolfo,che insieme ad un aiutante,ha fatto vestire i bambini da soldati,ha consegnato loro la spada(di plastica ovviamente)e ha spiegato ed insegnato ad usarla in modo che non si facesse male nessuno.Dopo di che, la battaglia ha avuto inizio !!!!WhatsApp Image 2019-06-30 at 22.02.48
La giornata è stata magnifica, all’insegna dell’amicizia, del divertimento e delle cose belle,dove oltre ad una piacevole lezione di storia ,abbiamo avuto anche l’occasione per tornare bambini, fantasticando ed  immergendosi dentro a questo meraviglioso luogo.
Se non ci siete ancora andati,ve lo consiglio tantissimo!!!
Qui il loro link per maggiori info

Castello di Gropparello

Pic-nic tra i filari di lavanda

giugno 2019

Una serata tra amiche, per rilassarsi, allontanarsi dalla città un paio di ore e godersi l’immersione sensoriale in un lavandeto. Una cosa un po’ diversa dal solito pic-nic nel prato.

Qualche tempo fa Eleonora aveva visto su internet un annuncio per chi seguiva la pagina  facebook di questa azienda nel reggiano, specializzata appunto in prodotti a base di lavanda ( creme, saponi, shampoo, oli essenziali, ecc…) di una serie di date per delle cene tra i filari di lavanda. Le immagini pubblicate ci hanno incuriosite e abbiamo prenotato subito la nostra data di giugno.IMG_3904L’Azienda Valtresinaro si trova  a Viano, sulle colline reggiane, a circa mezz’ora di macchina dalla città, qui, organizza diverse attività tra cui sessioni di yoga, serate a tema, pic-nic, laboratori per i bambini nel week-end.e Questo per tutto il periodo estivo.

La lavanda è una pianta che da sempre adoriamo entrambe, sia per la sua semplicità e bellezza che per le sue qualità naturali che abbiamo scoperto durante la gravidanza in occasioni di alcuni corsi di massaggi per neonati.E’ un fiore che dona rilassamento e benessere e ha un forte potere calmante, tanto è vero che le estetiste usano l’olio di lavanda per massaggiare le persone e creare un clima accogliente e di relax.La serata è stata molto piacevole perchè appena arrivate sul posto, ad accoglierci un sottofondo musicale creato da due violoncelliste che stavano interpretando dei brani classici in chiave moderna. Dopo un breve aperitivo sulla terrazza dalla quale potevamo ammirare il campo di lavanda sorseggiando uno spritz, siamo state invitate ad accomodarci tra i filari.

WhatsApp Image 2019-06-29 at 17.43.01Metti una sera di giugno, il tramonto, tante luci e lanterne bianche a rendere ” fatato” il campo di lavanda, e tra i filari erano stati predisposti cassette di legno, cuscini, plaid e lanterne per regalare a tutti gli ospiti un pezzetto di Provenza. Il risultato è magnifico, una location perfetta per trascorrere una serata in chiacchiere sorseggiando del buon vino. Provate ad immaginare quante foto abbiamo scattato, tantissime e in questa occasione, io ed Eleonora siamo riuscite finalmente a farne una decente insieme.WhatsApp Image 2019-06-29 at 17.43.00IMG_3860

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Mangiare in un lavandeto è strano ma allo stesso piacevole perchè si è letteralmente circondati dai suoi fiori  e profumi, è un’alternativa pittoresca alle solite cene tra amici. E’ anche molto romantico perchè tutta l’ambientazione si presta a serate di coppie ma il lavandeto era pieno di compagnie di amici, gruppi di donne e colleghi di lavoro.IMG_3927.JPGVi lasciamo qui il link all’azienda che ha una pagina facebook:

https://it-it.facebook.com/valtresinaro/, lì potete seguire tutte le loro attività, proposte ed iniziative.

Questa serata ci ha messo la voglia di fare un salto in Provenza …che dite?Venite con noi?

Big bencher,la panchina gigante, uno spettacolo tutto gratuito

Marzo 2019

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A settembre 2018 è stata inaugurata la panchina gigante  sul monte Fasola a Carpineti:  un’installazione molto particolare viste le sue dimensioni, infatti ci si può salire in piedi e da lì ammirare un panorama mozzafiato su tutta la vallata . Un panorama che non siamo abituati a vedere tutti i gironi e per questo lo abbiamo apprezzato tanto.

Questa panchina gigante si affaccia sul Secchia, sul Cusna, sulla Pietra di Bismantova e rappresenta un salotto gratuito per ammirare le bellezze dell’appennino reggiano.

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Anche questa panchina fa parte del circuito internazionale voluto dal designer statunitense Chris Bangle che, affascinato  dai panorami delle langhe piemontesi dove risiede attualmente, ha voluto includere anche questo situato in territorio reggiano.

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Il circuito dei Big Bencher vede il suo cuore pulsante in Piemonte, nell’alta Langa, da dove è partito tutto. E’ interessante il pensiero di fondo che sta alla base di queste installazioni .Le Panchine Giganti sono famose, le loro immagini sono tantissime e nel momento in cui ci si siede sopra, si prova una vera sensazione di benessere, di piacere godendosi una vista rigenerante perchè quando si è in mezzo alla natura i nostri sensi ritrovano l’equilibrio. Inoltre ci si sente nuovamente bambini data la grandezza della panchina, si vive un’esperienza intensa,meglio se in compagnia di qualcuno. Tornare bambini per poco, guardare le cose da una prospettiva alquanto curiosa e anche un po’ “paurosa” vista l’altezza da terra.Le panchine sono fatte per rilassarsi,per fare uno stop dopo una camminata, uno sforzo e sono l’emblema della pausa. Sono “opere” pensate per regalare un momento di relax a chi vuole godersi uno spettacolo completamente gratuito. BIG BENCH COMMUNITY PROJECT sostiene le piccole comunità che vogliono crearne una da posizionare nel loro territorio, aiutando gli artigiani e chi vuole entrare a far parte di questo progetto.Sono costruite con finanziamenti privati e sponsorizzazioni.

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Credit by Google

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La nostra uscita è durata una mezza giornata, da Reggio Emilia sono circa 45 minuti di macchina per arrivare fino al parcheggio e lasciarla lì, poi a piedi si cammina per 20 minuti, con i bambini qualcosa in più perchè la salita è abbastanza impegnativa, non impossibile ma occorre pazienza e con i passeggini l’impresa risulta scomodo, quindi con bambini piccoli meglio munirsi di zaino o marsupio.

A marzo le giornate erano già splendide e il sole e il cielo azzurro intenso ci hanno permesso di fare un’escursione spensierata sul nostro appennino che ogni tanto dimentichiamo essere così pieno di risorse.

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Siamo stati tutta la mattinata fuori, mangiando qualcosina mentre ci godevamo il panorama seduti comodamente sulla panchina, intorno il silenzio e qualche altro visitatore che gentilmente ci ha scattato alcune foto. I bambini si sono divertiti tantissimo. Tutto questo per dire che basta poco per renderli contenti, non c’è bisogno di andare per forza in un parco con mille attrazioni, loro hanno ancora la grande capacità di trovare magico la cosa più semplice che trovano in natura. E quello che per loro è un oggetto quotidiano come una panchina,  ritrovato però in un contesto differente e                ” rivisitato” in modo scherzoso, li ha attratti e affascinati.

Labirinto della Masone, il più grande al mondo,a Fontanellato PR.

marzo 2019

Eravamo nel parco di villa Sirotti a Cavriago, sede del centro Multiplo che amiamo frequentare soprattutto nel periodo invernale.Mentre i bimbi corrono nel parco, Alessandro mi chiama e mi dice: ” Mamma, dai inseguimi nel labirinto!” .

Ho colto la palla al balzo perchè era tanto che volevo portarli al LABIRINTO DELLA MASONE a Fontanellato.Leggendo qua e là mi sono incuriosita tanto…come poteva mai essere un vero labirinto?Non ci ho pensato su più di tanto. Vicino a casa, poco più di 40 minuti di autostrada per giungere a quello che è il più grande labirinto al mondo. Questa fortuna capita poche volte perciò la proposta di una visita al labirinto è stata accolta in modo positivo soprattutto da Alessandro.

Opera di Franco Maria Ricci,  il più grande labirinto esistente, composto interamente di piante di bambù (in totale sono circa 200 mila), alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a venti specie diverse.Questa sua idea iniziò a prendere forma nel suo giardino di casa, Milano, quando un giardiniere giapponese gli suggerì di acquistare e piantare dei bambù, una pianta apparentemente esile visto il fusto molto sottile ma dotato di grande forza poichè si flette e resiste alle intemperie e provare a piantarle nel suo piccolo hortus.E’ una pianta sempreverde, elegante, flessuosa, vigorosa. Da lì è iniziato il suo forte interesse verso il bambù, portandolo ad acquistare ingenti quantità di in un vivaio specializzato nella piantagione di questa specie in Provenza. La sua volontà di ricreare un labirinto nella sua tenuta nelle campagne di Fontanellato è stata dettata anche dalla voglia di restituire un po’ di verde a queste zone che si stavano industrializzando, rubando lentamente una bella fetta di polmone verde alla pianura padana.

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Un sabato pomeriggio in cui abbiamo messo alla prova il nostro senso dell’orientamento.

Prima di entrare nel gioco del labirinto, il personale ci mostra velocemente una cartina, che non ci consegnerà in mano, perchè altrimenti, che divertimento sarebbe stato?

Il labirinto è sicuro, ci sono diverse postazioni che segnalano in quale punto ci troviamo. C’era un andirivieni molto movimentato, chi passava e non si ricordava di essere già transitato da lì, chi come noi correva da un estremo all’altro e chi non aveva la minima di idea di dove si trovasse.

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IMG_3544Appena varcato l’ingresso del labirinto, inizia a battermi il cuore, i bambù oscuravano gran parte del percorso e si faceva spazio in me la paura di non riuscire ad uscire dal percorso nei tempi prestabiliti, circa mezz’ora, in caso contrario si poteva chiamare il personale che sarebbero venuti a recuperarci. Alessandro correva dappertutto, per lui sì che era una sfida.Non so come abbiamo fatto ma io, con due bimbi sono riuscita in appena 20 minuti a trovare la via d’uscita.Non avrei mai creduto. Alla fine dei corridoi si arriva ad una piazza, dove, in quel giorno si svolgeva un piccolo mercatino. Una piazza che per alcune occasioni viene utilizzata per dei concerti o eventi.

IMG_3555Una volta usciti dal labirinto mi ha colta una leggera sensazione di libertà, di alleggerimento e i bimbi ridevano soddisfatti perchè avevamo trovato la via per l’uscita in meno tempo di quello che pensavamo ed io….ho tirato un sospiro di sollievo. Oltretutto da lì a poco la struttura avrebbe chiuso, perciò siamo stati decisamente bravi in quest’impresa.IMG_3556IMG_3566

IMG_3568Arrivare al Labirinto è molto semplice,si raggiunge  dall’autostrada A1 e si trova a circa 10 minuti dalle uscite Parma Ovest o Fidenza/Salsomaggiore T. a seconda della vostra provenienza. Ben segnalato, ha un grande parcheggio gratuito a disposizione dei visitatori.

E’ presente una sala mostre all’interno del complesso dove vengono allestite delle mostre in vari periodi dell’anno, purtroppo quel giorno siamo arrivati un minuto prima che chiudessero l’ingresso ai visitatori. Informatevi o visitate il sito

http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/homepage-labirinto/

prima di andarci, potrebbero esserci delle mostre interessanti.

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“World of dinosaurs ” a Modena

marzo 2019

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IRRESISTIBILE MAMMUT

A 20 minuti da Modena città è stato ricreato un parco di dinosauri, tanti esemplari collocati nel Parco di Villa Tusini a San Prospero. I nostri non sono bimbi che amano molto questo genere di cose ma volete mettere correre in mezzo agli alberi e a decine di dinosauri e farsi fare una foto accanto ad un tirannosauro rex?IMG-20190319-WA0041Il parco ha inaugurato a dicembre ed è una mostra itinerante che ha toccato altre località. Non sapete cosa fare nel week-end con i vostri bimbi? Questa è un’occasione perfetta per una gita fuori porta con la famiglia, niente di particolarmente impegnativo e stancante,un’idea che coniuga avventura, conoscenza, scoperta,esplorazioni  ed giochi all’aria aperta. Tutto ciò che un genitore può offrire ai propri figli in un paio di ore fuori casa. Questi giganti  preistorici, potranno essere visti fino al 5 maggio 2019. La mostra rimarrà aperta sabato e domenica, dalle ore 09.30 fino alle ore 17.30
Apertura straordinarie: dal 18 aprile al 28 apile 2019, tutti i giorni (escluso Pasqua) e il 1° maggio
Dal 1° aprile chiusura alle ore 18.00IMG-20190319-WA0019
Le ricostruzioni sono realizzate in modo accurato in base alle più recenti scoperte scientifiche, i visitatori possono così acquisire dettagliate conoscenze di questa specie, grazie anche a dei punti informativi posti accanto ad ogni dinosauro che spiegano le origini, la vita e la morte di questi esemplari.IMG-20190319-WA0050Ciò che colpisce in primis sono le loro dimensioni, gigantesche e noi vicino a loro risultiamo lillipuzziani e anche se sono finti, non vi nascondiamo che un po’ facevano paura.L’entusiasmo di Eva ed Alessandro è stato incontenibile, appena intravisto un dinosauro, subito i loro occhi cercavano  altri esemplari da andare a ” disturbare” e così è trascorso il nostro pomeriggio un po’ alternativo, tra corse, scoperte e facce incuriosite.IMG-20190319-WA0043.jpgIMG-20190319-WA0002

Se siete in zona vi consigliamo di farci un salto, in una giornata di sole sarebbe ottimale perchè la visita sarebbe migliore e i vostri bambini si divertiranno sicuramente.

Un parco tematico che non solo diverte ma cerca di presentare i dinosauri nel modo più vicino possibile alla realtà. Suggestiva ma che offre ad adulti e bambini , spiegazioni ed interessanti approfondimenti sulle condizioni di vita, sulle forme e sulle dimensioni di una specie che in passato ha dominato la nostra terra ed ha pertanto valore didattico – educativo.

Si paga alla cassa appena si intravvede l’inizio del bosco, ci sono formule che agevolano le famiglie o la possibilità di acquistare il singolo ticket.

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Qui sotto il link del parco con tutte le info:

https://www.dinoland.it/

Festival d’Oriente a Bologna fiere

marzo2019

L’Oriente non è mai stato così vicino e in occasione del Festival d’Oriente che si è tenuto nei week-end dal 15 al 17 febbraio e dal 22 al 24 febbraio abbiamo potuto ammirare da vicino piccoli assaggi della cultura orientale.

Caricati pupi e nonni, venuti in mio aiuto per darmi una mano a non perderli nella fiera,l’ultima domenica disponibile partiamo, di mattina, alla volta di Bologna, in circa 45 minuti arriviamo nei parcheggi dell’ente fiera. La fiera occupa ben 3 padiglioni, enormi  ed allestiti in modo straordinario dagli organizzatori. L’intento è di farci fare un tuffo nei paesi del Sol Levante facendoci entrare nel vivo della loro cultura: dagli stand in cui si vendono prodotti tipici,degli abiti, oggettistica e  i diversi ristoranti tra i quali quello thailandese super affollato, a quello vietnamita, tibetano e marocchino, ecc…

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VILLAGGIO GIAPPONESE
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LA GRAZIA ED ELEGANZA DI UN’ARTISTA GIAPPONESE

Una grande offerta di punti di ristoro è data ai visitatori che hanno solo che l’imbarazzo della scelta. Un fitto programma di esibizioni, dimostrazioni, work shop e laboratori attendono i visitatori in più di un week-end. A Bologna è stato così nel mese di febbraio. Si è appena concluso l’appuntamento di torino presso il Lingotto e per Aprile è previsto a Roma, Napoli, Perugia e per finire Padova.

Qui a fianco il link per leggere tutte le info : http://festivaldelloriente.it/.

E il link per vedere le prossime date: http://festivaldelloriente.it/roma/calendario/

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Quello che attrae appena entrati nel primo padiglione sono i profumi caratteristici di questi paesi. Qui abbiamo trascorso gran parte della mattinata per poi trasferirci nel secondo e terzo padiglione nel pomeriggio. In questi ultimi due sono presenti gli stand dove avvenivano dimostrazioni di arti marziali, massaggi thailandesi ( immaginate un po’..il più affollato di tutti) e trattamenti olistici e bio-naturali, sessioni di yoga, tai chi.

E’ qui che è stato allestito una pagoda e uno spazio dove Alessandro e Alice si sono divertiti a posare per le foto dei nonni e far roteare diversi ombrellini colorati tipici della Thailandia.Uno stand caratterizzato da tantissime orchidee, bellissime che hanno colorato questo spazio attirando tante persone che volevano immortalare uno scatto.

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E’ qui che ho ritrovato la vera anima dell’oriente, colorato e vivace ma allo stesso tempo un’atmosfera di riservatezza, di tranquillità tipico delle popolazioni asiatiche quando si visitano luoghi religiosi come i templi buddhisti.

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Con mio enorme piacere ho visto quante persone abbiano visitato questa fiera, indice di un sempre e più crescente interesse verso i paesi del Sol Levante. Cultura, cibo, arte e intrattenimenti animano questa manifestazione da diversi anni in diverse città dell’Italia, da nord a sud. Un tour che inizia a febbraio per terminare a fine anno a dicembre con Padova.

Agli stand si può fare incetta di infusi,the, oli per massaggi, frutta secca dai più svariati colori, letteralmente “mangiabili” con gli occhi, abiti per adulti e bambini, dipinti, ventagli..insomma tutto ciò che è legato all’Oriente, in questa fiera si può trovare.

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Abbiamo assistito allo spettacolo di burattini in acqua di un famoso artista vietnamita, non l’ho avevo mai visto ed è stato suggestivo, soprattutto per i bambini; riso guardando due artisti giapponesi di Tokyo; incantati ed affascinati a guardare un artista giapponese praticare lo Shodo: l’arte giapponese della calligrafia.

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IMG_3458 Un vero tuffo nei profumi e colori dell’Oriente che vale la pena visitare e vivere, e un consiglio , se potete di andarci evitando il clou del week-end, dove si rischia di fare file lunghissime per poter vedere un terzo di questa magica fiera, provate di venerdì.L’anno prossimo ci andremo cercando di evitare la folla del sabato e domenica.

“AFRICA” una mostra che arriva dritta al cuore

marzo 2019

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Africa,una mostra che si apre nella sede di binario49 e si conclude allo Spazio Gerra per ripercorrere l’esperienza di Salgado nel continente africano,dalle guerre di indipendenza alle catastrofi naturali,da una natura incontaminata all’incontro con persone sorprendenti. Fotoreporter umanista, è considerato uno tra i più grandi fotografi dei nostri tempi e per il WORLD PRESS PHOTO è stato «più volte candidato al premio di fotografo dell’anno»

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Dal 9 febbraio al 24 marzo questa mostra è stata regalata alla città di Reggio Emilia gratuitamente.Tante immagini, tutte realizzate nei viaggi e nelle esplorazioni tra il 1974 e il 2005 nel sud del continente tra Mozambico, Malawi, Angola, Zimbabwe, Sud Africa, Ruanda, Uganda, Congo, Zaire e Namibia.

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Attraverso queste immagini in bianco e nero, di persone, situazioni,paesaggi, animali e  luoghi si legge la sofferenza, il sacrificio, la paura delle persone che hanno dovuto affrontare carestie, esodi e guerre, in un posto tanto lontano da noi ma anche tanto vicino a noi, al nostro cuore. Perchè sfidiamo chiunque a non provare un pugno al petto visitando la mostra. Sui tre piani dello spazio Gerra sono allestite 50 foto mentre al Binario49, sita in via Turri, sono allestite altre 50 immagini. L’operato di Salgado è una chiara volontà di comunicare al mondo i devastanti effetti delle deforestazioni, conseguenze mortali delle guerre e delle condizioni climatiche avverse a queste popolazioni.

Una sensazione che abbiamo provato entrambe uscendo dalla mostra è stato quello di un mancato respiro, come se qualcosa ci avesse colpito forte al petto. Le immagini ci hanno fatto riflettere tanto  e il nostro primo commento è stato all’unisono ” CHE COLPO AL CUORE!”. La fotografia ha un potere immenso, in uno scatto può comunicare tutto e niente e Salgado ha lasciato che fossero le sue foto a parlare.Quanta potenza in uno strumento così semplice e la scelta del bianco e nero che caratterizza tutti i suoi lavori ,sono dettati da una scelta volontaria.

“Per me il bianco e nero è un’astrazione, è un modo di concentrarmi, di non distogliere la mia attenzione da quello che è il vero oggetto del mio interesse. Se io fotografassi a colori, magari una volta vista la foto stampata mi accorgerei che i verdi hanno il sopravvento sugli altri colori. Invece mentre faccio la stessa foto in bianco e nero, il verde, così come il giallo, il rosso o il marrone, diventa grigio. C’è tutta una serie, una sfumatura di grigi diversi che mi consentono di trasferire quello che mi interessa. E sono assolutamente certo che nel momento in cui tu guardi quella foto, in un certo senso tu vedrai dei colori, glieli attribuirai tu. Questo mi fa sentire a mio agio, mi fa sentire bene il non dovermi preoccupare del colore. Sia chiaro, la mia non è una critica alla foto a colori, ci sono molti bravissimi fotografi che usano il colore”.

  Sebastiào Salgado

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Questa mostra è stata fortemente voluta da due volontari dell’associazione “Casa d’altri” Khadija Lamami e Claudio Melioli che hanno voluto portare a Reggio Emilia un progetto così forte, potente , quasi una sfida, in una zona della città un tempo considerata zona di confine, essendo adiacente alla stazione dei treni. La cultura e l’arte a volte hanno un potenziale nascosto, diventano strumenti importanti per una riqualificazione sociale e urbana di zone che negli anni vengono dimenticati perchè considerati ” pericolosi” per i cittadini, soprattutto in alcune ore della giornata.

Il loro sogno, perchè è così che si chiama un desiderio chesi vuole realizzare convergendovi tutte le loro energie, si è realizzato, questo a conferma che VOLERE E’ POTERE, e grazie a loro, lo sguardo profondo di Salgado sull’Africa, sull’umanità e la dignintà del genero umano, è giunto anche a noi.

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NOTE INFORMATIVE:

SEBASTIÃO SALGADO – AFRICA
A cura di Lélia Wanick Salgado

Reggio Emilia, 10 febbraio – 24 marzo 2019

Sedi espositive:
Binario49 – via Turri 49, Reggio Emilia http://www.b49.it | info@b49.it | 347.5889449
Spazio Gerra – piazza 25 Aprile, Reggio Emilia http://www.spaziogerra.it | 0522.585654

Giorni e orari di apertura: venerdì, sabato, domenica: 10-13 / 15-20
Nelle altre giornate, apertura su prenotazione. Ingresso libero

Qui il link alla mostra:

https://eventi.comune.re.it/eventi/evento/africa/#variazione